Il Porto Antico di Ancona si appresta a cambiare volto attraverso la riqualificazione del suo waterfront storico. È entrata infatti nella sua fase esecutiva la realizzazione della nuova sede del CNR-IRBIM (Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche), un intervento da circa 7,2 milioni di euro affidato all’impresa AR.CO. srl, il cui completamento è previsto entro la fine del 2027.
Al centro del progetto, firmato dallo studio Simone Subissati Architects insieme all’ingegner Domenico Lamura, c’è il recupero e la riattivazione dell’ex palazzina Fincantieri. Costruito tra il 1956 e il 1959 su disegno dell’ingegner Giuseppe Zampiga come sede direzionale, il manufatto sorge in un contesto storico e paesaggistico di straordinaria delicatezza, a pochi metri dall’Arco di Traiano e proprio sotto il colle Guasco, dominato dalla secolare Cattedrale di San Ciriaco. Nato come architettura rappresentativa del secondo dopoguerra, l’edificio aveva col tempo perso la propria funzione e centralità. La proposta di Subissati rifiuta l’ipotesi di una sostituzione edilizia e punta invece sulla riattivazione di questa presenza rimasta lungamente “sospesa” sul mare.
L’impianto originario viene preservato e interamente riorganizzato al suo interno per accogliere un programma contemporaneo fatto di uffici, laboratori scientifici avanzati per le biotecnologie blu e aree d’incontro. La vera novità formale si concentra in sommità: un nuovo piano attico leggero in acciaio, rivestito da una membrana microforata in PVC pre-teso. Di giorno il volume appare come un blocco monolitico, regolare e opaco; di sera, la luce interna filtrata dalla trama traslucida trasforma il fronte in una suggestiva lanterna luminosa che ridisegna il profilo del porto senza alterarne la misura urbana.
“Il tema non era aggiungere un segno riconoscibile, ma costruire una continuità”, spiega l’architetto Simone Subissati. L’istituto scientifico si apre così alla città attraverso una sequenza spaziale fluida che culmina nella sala conferenze e in una terrazza panoramica affacciata direttamente sull’Adriatico. Già presentato al Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia 2025, il progetto si candida a diventare un modello virtuoso di riuso sostenibile e rigenerazione per lo spazio pubblico e la ricerca marina.


