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Il nuovo Tetra Pak Research Hub a Modena

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Nel distretto industriale che si colloca a ovest di Modena, lungo la via Emilia, lo studio ZPZ Partners ha progettato il nuovo Tetra Pak Research Hub, che rielabora la tipologia industriale e ridefinisce lo spazio di lavoro in dialogo con gli edifici esistenti.

L’opera appare già in distanza come un grande oggetto plastico a forma di parallelepipedo opaco, capace di inflettersi e di curvare morbidamente lungo gli spigoli. Le superfici alla vista morbide e flessuose sono realizzate in pannelli prefabbricati in cemento i quali, giustapposti secondo uno schema regolare, realizzano un involucro omogeneo, color bianco latte. Impresse dalle forme in cemento emergono delle figure triangolari che vanno progressivamente a ridursi verso l’alto, fino a scomparire.

La superficie di questo grande contenitore si flette leggermente sui lati sud-est e nord-ovest, dove al piano terreno l’edificio ospita delle estese fasce vetrate che permettono la vista dell’interno e l’accesso diretto all’area di lavoro. L’involucro rivela infine una totale apertura sul lato nord-ovest, che dà luogo alla facciata principale nella quale sono collocati gli ingressi e che ospita il corpo di fabbrica dedicato agli uffici e ai laboratori.

Il corpo uffici sembra di fatto uscire dal volume dell’edificio, staccato dal guscio plastico sia ai lati sia in sommità dove, tra il secondo livello degli uffici e il guscio stesso, si colloca un ampio spazio concepito come terrazza.

Il progetto degli uffici e dei laboratori ha permesso a Tetra Pak di sperimentare sistemi di organizzazione del lavoro che favoriscono l’innovazione, basati sui principi dell’Activity Based Working e dell’Agile Working. Il luogo di lavoro è progettato con l’idea che una percentuale di dipendenti tra il 15% e il 20% lavorerà da casa. L’ufficio fisico diventa così un luogo di interazione creativa e collaborazione, ospitando le attività che non possono essere svolte in modo remoto.

Configurati in uno schema aperto, coordinato e flessibile, gli uffici si allineano lungo il lato della sala esposto a nord ovest e si compongono in un corpo di fabbrica che sembra indipendente dal contenitore che avvolge l’opera su tutte le altre facciate. Di fatto il corpo uffici, organizzato su due livelli, esibisce due fronti.

Il fronte interno — che ospita sale dedicate, ambienti silenziosi, spazi per attività altamente specializzate, aree destinate alla progettazione, luoghi di incontro informale — si pone in diretta relazione visiva con l’area che ospita la produzione delle macchine confezionatrici.

Il fronte esterno — che ospita i reparti direzionali e amministrativi — definisce la facciata principale della sede produttiva. Quest’ultima si caratterizza per una superficie totalmente vetrata, organizzata secondo una griglia che segue un pattern apparentemente irregolare. La griglia è realizzata con elementi in legno che, disposti ortogonalmente alla facciata, schermano in estate la luce solare diretta e riflettono l’identità e la qualità ambientale offerta all’interno.

L’eccezionalità di questa struttura risiede nella sua totale flessibilità. La nuova sede, che oggi prevede attività di ricerca e sviluppo, è stata concepita come un hangar interamente trasformabile, un luogo di lavoro ibrido, tale da ospitare linee di produzione o diventare un luogo per eventi e formazione, senza alcuna opera aggiuntiva.

La sfida progettuale ha riguardato l’organizzazione di un sistema impiantistico e distributivo complesso, tanto da costituire il vero hardware dell’edificio. Un hardware fatto di canalizzazioni di aria compressa, di acqua e di fluidi funzionali ai processi di lavorazione, di elettricità e di dati. Il progetto ha rielaborato la presenza di tali apparati dando vita a un sistema che permette la presenza degli allacci agli impianti solo quando questi sono necessari, lasciandoli nascosti per il resto del tempo. Anche i nastri trasportatori per il riciclo sono sotto terra, nei due tunnel larghi 7 metri e lunghi quanto l’edificio.

Questo avvicinamento al progetto industriale ha tra gli altri vantaggi permesso la riduzione al minimo del rumore, la definizione di spazi estremamente puliti, l’eliminazione della vista di scarti di lavorazione, la realizzazione di processi di riciclo.

Tali caratteristiche, insieme a una idea dell’ambiente di lavoro come luogo di benessere, hanno suggerito a ZPZ Partners di concepire gli oltre 4.500 metri quadrati di superficie dedicata a queste funzioni come un unico grande salone, con pavimento bianco e soffitto in legno lamellare, completamente libero da ingombri strutturali eccezion fatta per due grandi elementi reticolari che si configurano come giardini interni.

Oltre a entrare attraverso queste strutture popolate di piante, la luce naturale diffusa raggiunge il salone tramite i giardini disposti tra gli uffici, i numerosi lucernari distribuiti in forma libera sulla copertura, le due finestrature che corrono a quota strada sulle facciate laterali, esposte a sud-ovest e a nord-est.

La collaborazione tra i grandi elementi strutturali in acciaio posti centralmente lungo l’asse del corpo di fabbrica e una serie di pilastri perimetrali, anch’essi in acciaio, ha permesso la realizzazione di uno spazio ampio e libero. Al suo interno sono state predisposte quattro linee lungo le quali, in corrispondenza di una serie di dispositivi che garantiscono il loro funzionamento completo, possono essere disposte fino a 36 macchine per il confezionamento.

Sia il nastro che la distribuzione primaria degli impianti (acqua di raffreddamento trattata, acqua di imballaggio riciclata, acqua grezza, aria compressa, elettricità) sono collocati in due corridoi accessibili nel seminterrato. La manutenzione può essere effettuata al di fuori dell’area di attività, lasciando la sala prove pulita e flessibile.

L’immagine finale è pura ed elegante. Questa soluzione permette inoltre la presenza di visitatori come professionisti, sviluppatori, clienti, creando un ambiente di lavoro stimolante e le condizioni per un forte spirito di squadra.