La periferia colorata di Massimo Iosa Ghini a Mosca La periferia colorata di Massimo Iosa Ghini a Mosca
Architettura

La periferia colorata di Massimo Iosa Ghini a Mosca

Scritto da Redazione |

03 Dicembre 2019

Cromoterapia. Una parola che si può usare a pieno titolo per descrivere il concept del progetto elaborato dallo studio italiano di Massimo Iosa Ghini per rivitalizzare la periferia di Mosca.

Si tratta infatti di un intervento che sceglie di investire sul colore come forza rigeneratrice per il distretto amministrativo Nord Est della città dove, in Dmitrovskoe shosse, sorge appunto il nuovo complesso residenziale comprendente 47 edifici multipiano distribuiti attorno a due vastissime corti comuni di 10.000 metri quadrati, ognuna delle quali dona una nuova veste all’edilizia urbana.

L’obiettivo era innanzitutto quello di umanizzare la spesso monotona e grigia periferia moscovita puntando sul colore delle facciate e sull’utilizzo degli spazi esterni per funzioni collettive e aggreganti, grazie anche alla collaborazione del gruppo di imprese Mosproekt-3 per il progetto architettonico.

Nella serialità di questa tipologia di edifici, la sfida è stata in primo luogo quella di massimizzare la resa estetica sui rivestimenti: l’identità univoca del quartiere, ma anche la riconoscibilità dei singoli fabbricati e dei relativi ingressi per gli abitanti, sono plasmate attraverso un uso del colore declinato in molteplici schemi, con un effetto di rottura rispetto al tessuto circostante.

In particolare, i giochi cromatici di contrasto e di sfumature sono resi possibili dal rivestimento ceramico e ispirati all’estetica grafica e razionalista degli artisti delle avanguardie russe, prima fra tutte quella di El Lissitzky: il colore, usato per orientare e creare riferimenti, diventa in questo modo uno strumento mirato non solo alla comunicazione, ma anche e soprattutto a una migliore fruizione e riconoscibilità delle presenze urbane, alla valorizzazione delle identità e, non ultima, a una costruzione culturale.

Da un punto di vista costruttivo si è cercata un’evoluzione nelle soluzioni di facciata strutturale, uscendo dallo schema monotono tipico delle costruzioni preesistenti: dalla tecnologia di prefabbricazione tipica della tradizione russa, con finitura superficiale esterna in ceramica colorata di formato molto piccolo, si è passati all’impiego di pannellature in fibrocemento, sistema che garantisce una migliore prestazione energetica degli edifici e consente maggiore flessibilità nella resa estetico-cromatica delle superfici di facciata.

È stata poi prevista la realizzazione di ingressi fortemente caratterizzanti che accompagnano i residenti all’interno nello spazio della lobby, progettata anch’essa in conformità con gli esterni; l’inserimento di un parcheggio multipiano coperto si accompagna infine alla consapevolezza della necessità di elevare la qualità della vita, attraverso la presenza di spazi verdi e di molteplici funzioni ricreative e aggreganti per la comunità che abiterà il complesso residenziale.

Per tale ragione, gli oltre 22 ettari delle corti comuni sono organizzati con verde attrezzato e spazi di diversa destinazione funzionale, come aree giochi differenziate per fascia d’età, aree fitness con attrezzature adatte all’uso outdoor per la pratica di varie discipline sportive, spazi per l’aggregazione sociale e il relax all’aperto; il tutto viene integrato nei percorsi pedonali e nelle piste ciclabili che collegano le varie parti del quartiere al loro interno e con le zone edificate già esistenti.

Il progetto diventa così un’opportunità di riscatto e rilancio per una periferia le cui potenzialità non meritano di rimanere inesplorate.

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