Architettura

Luce naturale, verde e paesaggio: il nuovo ospedale Michele e Pietro Ferrero a Cuneo

Novembre 5, 2020
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Luce naturale, verde e paesaggio: il nuovo ospedale Michele e Pietro Ferrero a Cuneo

 

Inaugurato il 19 luglio di quest’anno, è ormai pienamente operativo il nuovo ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno (Cuneo), situato tra le colline delle Langhe e del Roero e firmato dall’architetto francese Aymeric Zublena di Scau Architecture con Ugo e Paolo Dellapiana di Archicura e Ugo Camerino.

Il sito, di ampia dimensione (oltre 200.000 mq), si estende sul pendio Nord della collina di Verduno e l’idea dell’ospedale si basa su un concetto innovativo, quello dell’ospedale piastra che rompe con i sistemi monoblocco degli anni precedenti, sviluppando il principio di un’organizzazione orizzontale dominante.

Questo concetto favorisce in particolare una migliore interrelazione dei reparti, un facile adattamento alle evoluzioni interne e migliori condizioni di lavoro, anche grazie alla penetrazione della luce naturale dei luoghi dove c’è presenza fissa di personale, dunque ad una migliore qualità di servizio per i malati e per gli ambulatori.

La volumetria generale dell’ospedale Michele e Pietro Ferrero e la sua organizzazione funzionale sono costituiti da tre elementi molto caratteristici: la “Piastra”, la “Galleria ospedaliera”, il “Corpo sostenuto”.

La Piastra, la parte più importante della costruzione, la cui orizzontalità è in contrasto con la forte pendenza del terreno, è formata da una successione di piastre orizzontali di superficie variabile che vanno dal livello -6 al livello 0, nelle quali sono localizzati i reparti medico-tecnici, gli ambulatori e le unità di ospedalizzazione chirurgica.

Essa si dispone ai lati della Galleria ospedaliera, spina dorsale dell’ospedale, consistente in un vasto volume d’accoglienza che attraversa da nord a sud l’edificio: la Galleria serve da accesso alla maggior parte dei reparti a partire da un polo centrale di circolazione verticale (scale, ascensori, montalettighe, montacarichi) e si configura come uno spazio vetrato che distribuisce luce e flussi al complesso, impostato su una piastra a sviluppo orizzontale.

Il Corpo sostenuto è poi costituito da due edifici lineari, dal livello +2 al livello+5, posti ai lati della Galleria, che accolgono le specialità e le aree dei medici sono situate al centro della struttura in relazione diretta con le unità di degenza.

L’architettura degli spazi interni risponde alle necessità funzionali ed al bisogno di flessibilità caratteristici di un edificio ospedaliero, ma anche alla volontà di offrire ai malati degli ambulatori, e al personale, ambienti rassicuranti, luminosi e sereni.

Elementi come la presenza di luce naturale nel cuore della costruzione e come il calore dei materiali concorrono al raggiungimento di tale obiettivo, mentre l’organizzazione e l’atmosfera delle camere del Michele e Pietro Ferrero sono state particolarmente curate.

Infine, la superficie delle finestre è arricchita da un nastro di finestre basse che permettono ai malati sdraiati nei letti di avere una buona percezione del paesaggio esterno, offrendo così un conforto imprescindibile anche durante il periodo di degenza.