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L’evoluzione di materia e superfici: Matrix4Design incontra Frama Mosaici

Aprile 18, 2018

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L’evoluzione di materia e superfici: Matrix4Design incontra Frama Mosaici

Un modello di eccellenza e di prestigio nella produzione e lavorazione di mosaici in gres, pietre naturali e vetro, sempre alla ricerca di nuove visioni di superficie, supportate da collaborazioni con alcuni dei designer più importanti nel panorama internazionale. L’impresa ragusana Frama Mosaici, con le sue collezioni uniche tra cui spicca senza dubbio il marchio Nerosicilia, porta nel mondo la bandiera del Made in Italy, in un costante processo di arricchimento ed evoluzione che non rinuncia però alle proprie radici. Durante la Milano Design Week abbiamo incontrato il fondatore Biagio Amarù, che ha risposto alle nostre domande sul presente e sul futuro della sua azienda.

 

Quali prodotti presenta Frama Mosaici alla Milano Design Week? Quali contesti design arricchiranno? 

“Quest’anno arricchiamo la nostra collezione con una serie di tagli: ampliamo quindi il Nerosicilia con nuove forme e per fare questo ci siamo affidati sempre ai nostri designer storici, Giovanni Salerno e Massimo Barbini di Jpeg Lab, che hanno dato un’interpretazione di forme le quali, messe insieme, offrono tante soluzioni compositive.

Dall’altra parte abbiamo un nome molto noto come Piero Lissoni, da cui siamo già stati scelti come partner di superfici nei vari showroom Boffi. Quest’anno hanno realizzato dei decori reinterpretando i vecchi pavimenti in legno e le vecchie cementine e hanno deciso di reinterpretare questi antichi pavimenti con la nostra materia.

Il target va molto sul residenziale ma anche sul retail, piuttosto che negli hotel. Negli ultimi anni abbiamo fatto progetti particolari per rivestimenti d’interni nel Museo di arte contemporanea di New York. In futuro vogliamo mantenere questa elasticità della materia e questa flessibilità, che può essere usata per tutto: dall’interior design all’esterno fino al complemento d’arredo”.

 

Che cosa rende unici i vostri mosaici e le vostre superfici? 

“In questo caso partiamo dalle materie che usiamo: una è la pietra lavica dell’Etna. Anche il nome che abbiamo usato per la nostra azienda, Nerosicilia, è finalizzato a legarsi con un territorio e un vulcano che è patrimonio dell’Unesco e conosciuto in tutto il mondo. Pensate che ciò che riusciamo a fare con la pietra lavica dell’Etna non riusciamo a farlo con altre pietre laviche. Per quanto riguarda i mosaici, invece, abbiamo deciso di utilizzare i vecchi monitor dei computer e dei televisori riutilizzati. Da prodotti da scarto diventano prodotti di design per un target alto di prodotto”.

 

Progetti e/o obiettivi per il futuro? 

“Nell’immediato vogliamo continuare la ricerca, che è la base per il futuro, e le collaborazioni con altri designer. È una domanda a cui è difficile rispondere perché il nostro prodotto è così in evoluzione e ricco che non sappiamo dove ci porterà. Siamo aperti ad affrontare le nuove sfide che ci offrirà questa materia”.