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Physx, il social-distancing dinamico ispirato allo Spazio-Tempo

Gennaio 13, 2021
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Physx, il social-distancing dinamico ispirato allo Spazio-Tempo

 

Mentre i casi di positività al Coronavirus continuano a crescere e le misure di distanziamento sociale diventano più severe, si fa stringente la necessità di immaginare un modello dinamico di gestione dell’emergenza, in cui le nuove regole di convivenza possano conciliarsi con la concreta realtà quotidiana.

Per far fronte a questa esigenza, l’architetto italiano Cosimo Scotucci ha ideato Physx, un progetto che, posto nella piazza di fronte alla stazione centrale di Rotterdam, prende ispirazione dal sistema Spazio-Tempo, in cui un corpo celeste può arrivare a piegare la superficie spaziale attorno ad esso definendo una “zona di interesse” in funzione della massa e della gravità che genera.

L’installazione consiste in una superficie tesa, costituita da fibre elastiche, sollevata da terra di circa 50 cm: appena una persona calpesta la membrana, questa assorbe la pressione, curvandosi in una depressione intorno al punto di pressione; la membrana allora si estende e rivela le fibre interne che sono di diversi colori a seconda dello sforzo elastico a cui è sottoposta.

In questo modo, si genera automaticamente intorno alla persona una “safe zone” colorata di 1,5 m con intensità diversa, definendo la distanza che deve essere mantenuta durante l’interazione con le altre persone.

Quando poi le persone si avvicinano l’una all’altra, le zone di sicurezza individuali iniziano a confondersi tra loro, dimostrando che le misure di distanziamento non vengono rispettate; infine, grazie alla colorazione variabile delle fibre è anche facile capire qual è il grado di pericolo che le persone affrontano stando in piedi l’una accanto all’altra.

Nell’epoca della grande pandemia, Physx si pone dunque come una soluzione innovativa, in cui la creatività e la conoscenza dello spazio diventano la base per elaborare un nuovo modello di convivenza sociale destinato alla collettività, nell’attesa che la “tempesta” passi.