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Salone 2018, Matrix4Design incontra Arbi Arredobagno

Maggio 4, 2018

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Salone 2018, Matrix4Design incontra Arbi Arredobagno

Il ritorno ad una nuova semplicità. Non servono effetti speciali a Sandro Meneghello e Marco Paolelli dello studio Meneghello Paolelli Associati per ridisegnare i contorni dell’ambiente bagno firmato Arbi Arredobagno seguendo i profili di forme morbide, sofisticate e funzionali al tempo stesso, capaci di evocare sensazioni di benessere proprio grazie alla loro “straordinaria normalità”. 

In occasione del Salone del Mobile 2018, l’azienda simbolo del bagno Made in Italy ha presentato tre nuove collezioni di lavabi e vasche freestanding (BELT, CUIR e PANIER) che giocano in equilibrio tra materia, innovazione e sensorialità. Per saperne di più, abbiamo chiesto ai designer stessi di raccontarci le loro creazioni: ecco quello che ci hanno detto.

 

Quali sono le caratteristiche distintive delle collezioni di vasche e lavabi che avete progettato per Arbi Arredobagno?

“Lavoriamo dal top del mobile in su. Arbi lavora nel mondo del mobile a 360 gradi ma noi abbiamo voluto concentrarci sopra, seguendo una tendenza a semplificare il mobile bagno, nobilitandolo anche con materiali ricercati. Torniamo protagonisti su un mobile da bagno di un certo livello e posizionato in un determinato modo.

Ci presentiamo a questo Salone con tre collezioni diverse di lavabi, due delle quali si portano dietro una vasca in quanto a stile. Tre collezioni, due materiali differenti. Tutte lavorano sulla tendenza del bordo fino dei lavabi di appoggio, che è un dato di fatto da qui a qualche anno. È diventato un nuovo standard, anche grazie al senso di modernità che offre. 

Panier sembra un lavabo appena uscito dal forno e appoggiato sul piano. Ricorda un po’, per le forme morbide, quelle di una saponetta. È forse il prodotto più materico ed è stato uno di quei lavabi trasferito, concettualmente, nella vasca.

Cuir è il progetto sicuramente più design oriented, pur mantenendo una matericità ceramica. L’abbiamo chiamato così per cercare di esaltare l’approccio tessile, ove possibile, andando poi a lavorare molto bene sulla ceramica. Il concetto di Cuir è il movimento. È una peculiarità produttiva: riduco al minimo le problematiche con la produzione. Il tratto distintivo è quella di avere quelle grinze riconducibili al tessuto. 

Belt è un prodotto solid surface. Rispetto agli altri è un prodotto perfetto, preciso e con forme semplici. La caratteristica è questa fascia che viene creata nella parte esterna del lavabo. Questa fascia è molto precisa e necessita di una precisione importante.

Ogni materiale va utilizzato, bisogna saperlo interpretare.

 

Quali sono oggi secondo voi le tendenze più forti nell’ambiente bagno? Come cercate di interpretarle?

“In generale, mi riattacco al discorso secondo cui ci sia una semplificazione di alcuni elementi e il focus venga dato a un particolare e non a tutti. Questa può essere una chiave di lettura. Il prodotto deve distinguersi, ma nel nostro caso il prodotto di base rimane silenzioso, viene arricchito di dettagli, con uno o due elementi protagonisti, che nel nostro caso sono i lavabi. Un bilanciamento e una tecnica di utilizzo dei materiali portati all’estremo. Non c’è più la necessità di stupire a tutti i costi”.